Storia di una Promessa (2/3)

Ecco la seconda parte dell’avventura tra me e Michael, visto ciò che è successo e ciò che poi ha significato nel seguito della storia questa parte la intitolerò così:

La Sfida

IL MOMENTO DELLA SFIDA!!!

IL MOMENTO DELLA SFIDA!!!

A Gennaio avevo lasciato Michael a Bruxelles con l’accendino con su scritto “Ravenna” e la promessa di venirmi a trovare durante il suo viaggio. Fu così che dopo un mese di attesa arrivò il messaggio in cui Michael mi avvisava che sarebbe sbarcato nella mia città verso l’inizio di Marzo!!!

Ero felicissimo, non ci credevo che uno sconosciuto appena incontrato in un pub a Bruxelles avesse accettato la mia promessa e l’avesse rispettata! Mi portò un gioia immensa nei confronti del mondo, dimostrando che non sempre è così egoista e brutto, ma che ogni tanto sa regalarti momenti indimenticabili!

Ospitai Michael per tre giorni in cui si susseguirono eventi straordinari e un pò assurdi. Ma andiamo a gradi.

Durante la sua permanenza gli feci conoscere la mia famiglia che lo accolse in casa amichevolmente, come fa sempre con tutti i miei ospiti di Couchsurfing. Inoltre gli feci conoscere un paio di miei amici, anche se il giorno della famosa sfida ci furono degli ospiti inaspettati.

Seguendo un ordine temporale il primo momento “strano” della nostra avventura ravennate fu la prima sera al pub. L’avevo portato nel mio posto preferito il Moog, un locale di Ravenna a me caro e carico di ricordi. Durante la nostra bevuta sentimmo dal tavolo a fianco a noi una parlata inglese, erano tre ragazze straniere!!! Come solito fanno i maschi subito discutemmo e ci interrogammo di che nazionalità fossero arrivando a due conclusioni diverse, io proposi che le due ragazze bionde erano del Nord Europa, mentre la ragazza ricciola e mora era la loro “host” italiana di Couchsurfing. Michael invece propose che fossero tutte e tre canadesi. Alla fine con grande sorpresa una delle due ragazze bionde, Olivia, venne da noi a chiederci di unirci al loro tavolo perché avevano sentito anche loro la nostra parlata inglese. Fu così che scoprimmo che erano americane, che erano in italia con differenti programmi interculturali, e che si chiamavano Olivia, Rachel e Kaitlin. Subito scattò il feeling, l’amicizia e la complicità durante le serata che seguirono.

Ora vi chiederete però come siamo arrivati alla sfida!? Dalla foto potete immaginare che si trattò di bowling, ma tutto nacque il giorno seguente l’incontro con le ragazze mentre ero in macchina con Michael. Si stava parlando di cosa fare alla sera, allorché proposi di andare a giocare a bowling, visto che eravamo numerosi e per la maggioranza americani. La risposta del mio amico fu inaspettata: “Ma esiste il bowling in Italia?”. Cosa?! Non ci potevo credere! Ma dici sul serio?!

Il mio amico pensava che il bowling in Italia non fosse praticato, e che quindi fosse difficile reperire luoghi dove farlo. Fu così che lo sfidai nonostante lui provenisse dalla città dove hanno inventato questo sport!

Arrivò la sera della sfida, la sera della foto, la sera della verità. Iniziammo a giocare e fu così che vinsi la prima partita. Non ci credevo! Ho pensato che fosse poco riscaldato e che le partite successive mi avrebbe fatto un culo grande come una casa. Ma… Seconda. Vinto! Terza. Vinto! L’Italia aveva definitivamente dimostrato all’America che anche noi sappiamo giocare a bowling. Fiero del mio risultato andammo a festeggiare, bere e ballare, perché il “fair play” è sempre presente tra persone equilibrate e che sanno divertirsi!

Dopo la serata alcolica e ballerina, arrivò il momento dei saluti. Mi dispiaceva un sacco, avevamo passate delle buone giornate, gli avevo fatto visitare la città, fatto assaggiare i prodotti e piatti tipici della mia terra, e avrei voluto che quei momenti fossero durati di più, ma come succede ogni volta che ospito qualcuno a casa mia arriva sempre il momento del saluto.

Accompagnai Michael in stazione, ma li, davanti alla nostra ultima birra in Ravenna, il mio amico rovistò nel suo bagaglio e tirò fuori un foglietto. Non era un semplice pezzo di carta, era un biglietto di quelle macchinette con la medium finta, che ti predicono il futuro. La cosa speciale è che proveniva dagli Stati Uniti. E anche se era apparentemente privo di significato fino a quel momento, per noi ora ne fu pregno, poiché fu la seconda promessa e il rinnovo della sfida. Sarei dovuto andare a Chicago entro la fine dell’anno 2014!

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